Castel Sant’Angelo

Storia, leggenda, mito e curiosità intorno ad uno dei luoghi più belli e tipici della romanità.

Castel Sant’Angelo è una delle “roccaforti” di Roma, storicamente punto di incontro fra le vicende della Chiesa e quelle del resto della città, che per secoli è stata Impero.

Nel 590 a Roma infieriva da tempo una grave pestilenza. Fu Papa Gregorio Magno ad avere la visione di un angelo che riponeva delicatamente nel fodero una spada insanguinata. La visione venne interpretata come la fine della pestilenza e fu vero che da quel momento la pestilenza ebbe improvvisamente fine.
Da allora il Mausoleo Imperiale cominciò ad essere chiamato Castel Sant’Angelo e a ricordo dell’accaduto, nel XIII secolo venne posto sullo spalto più alto della costruzione un angelo che è sull’atto di rinfoderare la spada.

Leggende storie e curiosità tramandate nei secoli

La cittadella è stata teatro di innumerevoli vicende che sono parte della storia di Roma e molte di queste sono si sono sporcate di leggenda e mito. Per alcune di queste storie è ormai impossibile vedere con chiarezza il limite tra il reale ed il fantastico però possono comunque dirci molto della città eterna e della sua gente nel corso dei secoli, ormai quasi trenta, della sua storia.

Curiosità

Le nozze nella tomba

Marozia, tiranna di Roma, sfidò la sorte una volta di troppo volendo celebrare nel 932 le sue nozze col terzo marito nella camera sepolcrale degli imperatori. Durante il pranzo, infatti, irruppe in Castel Sant'Angelo il figlio venutole dal matrimonio con il primo marito, Alberico II. La rivolta gli valse il potere, il patrigno riuscì a fuggire ma la madre non fu altrettanto fortunata e finì i suoi giorni, imprigionata dal suo stesso figlio, proprio nelle prigioni di Castel Sant'Angelo.

La barba del Papa

Durante il Sacco di Roma (1527), Papa Clemente VII si fece crescere la barba, dice, in segno di lutto ma i più arguti suppongono sia stato fatto per evitare di farsi riconoscere durante la fuga!

Gli angeli di Castel Sant'angelo

A partire dal XIII secolo 6 furono gli angeli che si susseguirono sullo spalto di Castel Sant'Angelo.

Il cortile delle palle

Il cortile delle palle è detto anche cortile dell'angelo in quanto vi è conservato il penultimo angelo di quelli che si sono susseguiti sulla famosa terrazza. Questo angelo è opera di Raffaello da Montelupo. I romani comunque preferiscono ancora oggi chiamarlo Cortile delle palle a causa della grande quantità di palle da cannone, di granito e di marmo che vi sono raccolte ed ordinate per calibro e che erano le munizioni della grande fortezza al tempo in cui questa era mira di conquista durante guerre e saccheggiamenti.

Useful Info

Orari e festività

Aperto da lunedì a domenica nei seguenti orari:

  • lun: 08.30 - 19.30
  • mar: 08.30 - 19.30
  • mer: 08.30 - 19.30
  • gio: 08.30 - 19.30
  • ven: 08.30 - 19.30
  • sab: 08.30 - 19.30
  • dom: 08.30 - 19.30

Chiusure particolari: chiuso a Natale e a Capodanno

Leggende

Nel 590 a Roma infieriva da tempo una grave pestilenza. Papa Gregorio Magno decise di partecipare ad una solenne processione penitenziale che portò in strada l'immagine miracolosa di una Madonna che si vuol attribuire al pennello di San Luca. L'immagine di venera nella Cappella Paolina della Basilica di Santa Maria Maggiore.
Quando la processione giunse alla Mole Adriana, Papa Gregorio Magno ebbe la visione di un angelo che riponeva delicatamente nel fodero una spada insanguinata. La visione venne interpretata come la fine della pestilenza e fu vero che da quel momento la pestilenza ebbe improvvisamente fine.
Da allora il Mausoleo Imperiale cominciò ad essere chiamato Castel Sant'Angelo e a ricordo dell'accaduto, nel XIII secolo venne posto sullo spalto più alto della costruzione un angelo che è sull'atto di rinfoderare la spada.

La sfortuna degli angeli

Sono sei gli angeli che nel corso della storia si sono susseguiti sullo spalto più alto di Castel Sant'Angelo:

  • Il primo è precedente al 1277, fu distrutto circa un secolo dopo, intorno al 1379, durante un assedio al castello.
  • Dopo settantanni circa di assenza dell'angelo, nel 1473, questo tornò sulla sommità di Castel Sant'Angelo grazie al maestro Jacomo Da l'Aquila per volontà di Papa Nicolò V
  • Sotto il papato di Alessandro VI e precisamente il 29 Ottobre 1497 il diario pontificio narra che quest'angelo fatto di marmo e di ferro saltò in aria. In realtà saltò in aria, e i frammenti giunsero fino a grande distanza, tutta la sommità di Castel Sant'Angelo in quanto un tuono la colpì e le polveri raccolte nel deposito dell'armeria esplosero scoperchiando letteralmente Castel sant'Angelo.
  • L'angelo venne quindi sostituito da uno in bronzo che nel 1527 venne fuso per produrre cannoni.
  • Nel 1544 Papa Paolo III affidò a Raffaello Da Montelupo la realizzazione un nuovo angelo marmoreo di grandi dimensioni e in meno di un anno il nuovo angelo fu posto in cima a Castel Sant'Angelo.
  • Nel 1752 venne rimpiazzato l'angelo in carica con quello attualmente visibile. Lo volle Papa Benedetto XIV per proteggere l'ultimo dalla distruzione in quanto era stato logorato dalle intemperie e da due secoli di storia. Venne per questo riposto (ed è ancora oggi visibile) in quello che oggi è il Cortile dell'Angelo.

In questo senso, quindi, Castel Sant'Angelo possiede due angeli, un o in carica ed uno a riposo nel Cortile dell'Angelo che i Romani usano comunque chiamare ancora con il nome che aveva precedentemente all'arrivo del quinti angelo messo a riposo da Papa Benedetto XIV: Cortile delle Palle, chiamato in questo modo per la grande quantità di palle di cannone che, anche loro, qui riposano.

Un Papa nella Tomba di Adriano

La leggenda narra che Papa Innocenzo II fu deposto in un sarcofago che fosse stato dimora dei resti di Adriano. Ad avvalorare questa teoria fu dapprima l'incendio del 1308 che fece crollare il tetto della Basilica Lateranense spezzando l'arca porfidea entro la quale era posto il corpo del pontefice. Questo fu per tale ragione spostato nel sarcofago di porfido o di Adriano e posto in Santa Maria in Trastevere dove ad oggi è possibile vederlo e visitarlo.
Tutto questo è comunque inutile a dar valore alla leggenda in quanto Adriano fu cremato!

Un Cardinale per una perla

Molti nel corso della storia furono rinchiusi nelle prigioni di Castel Sant'Angelo e molti di questi vi persero la vita.
Al tempo dei Borgia vi fu rinchiuso il Cardinale Giovanni Battista Orsini, accusato di aver tentato di avvelenare il Papa Alessandro VI.
La madre e l'amante dell'accusato fecero di tutto per poter giungere ai piedi del pontefice e chiedere di avere indietro il Cardinale e sapendo della grande passione dei Borgia per i gioielli ed in particolare per le perle, ne offrirono una rara e preziosissima.
Lo scambio fu accettato e così ebbero finalmente indietro il Cardinale, morto.

L'angelo

La leggenda narra che nel 590, mentre in Roma infieriva una terribile pestilenza, Papa Gregorio Magno partecipò ad una solenne processione con la miracolosa immagine della Madonna attribuita all'arte di San Luca, che si venera nella cappella Paolina della Basilica di Santa Maria Maggiore. Quando la processione giunse nei pressi della Mole Adriana il papa ebbe la visione di un angelo che delicatamente rimetteva nel fodero la propria spada. Questa immagine fu interpretata come la prossima fine della pestilenza. Da quel momento e sempre più frequentemente il mausoleo venne chiamato Castel Sant'Angelo e nel XIII secolo, sulla terrazza più alta, venne posto un angelo nell'atto di rinfoderare la spada.

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