Ponte Nomentano

Il Ponte Nomentano

Un ponte antico e di particolare valore nella storia della città, per la sua posizione ed il suo fascino è stato particolarmente amato da artisti e letterati

Il ponte è incredibilmente antico, la sua data di realizzazione è incerta e viene posta tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del I secolo a.C.

Nell’antichità il Ponte Nomentano era uno dei ponti extraurbani più importanti.

Durante il pontificato di Adriano I (772 – 795) al ponte furono aggiunte due torrette di guardia. Tra il XII e il XIII secolo furono rinforzate con murature. Sotto Niccolò V (1447 – 55) vennero alzate.
Le due torrette erano collegate da un muro che rende la parte centrale del ponte una sorta di spazio interno protetto, su ogni lato si apre una grande finestra con una luce di quasi 4 metri.

Nel 1532 il ponte diviene dogana di città. Il passaggio degli allevatori richiedeva quindi il pagamento di un dazio e la pratica fu tenuta attiva fino al XIX secolo

Nel XVI secolo fu aggiunta a una latrina sporgente e sospesa.

Nel 1849, durante l’assedio di Roma, i francesi fecero saltare circa 7 metri del ponte al fine di impedire l’accesso alla città ai garibaldini provenienti da Monterotondo.
Il Ponte Nomentano fu restaurato nel 1857 dall’architetto Francesco Fontana.

Nel 1997 fu chiuso al traffico automobilistico onde evitare possibili danneggiamenti alla sua struttura, da allora è riservato al solo transito pedonale.

Curiosità

La sua architettura e la sua particolare posizione rendono il Ponte Nomentano particolarmente suggestivo, per questo fu caro a pittori ed artisti in genere che nel corse dei secoli lo hanno rappresentato nelle loro opere ed utilizzato in moltissimi modi. Il Ponte Nomentano ebbe un posto di primo piano nella letteratura italiana, un esempio fra tutti lo regala Gabriele D’Annunzio che vi ambientò l’addio tra Elena Muti e Andrea Sperelli nel capolavoro dal titolo “Il piacere”.

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