Ponte Sant’Angelo

Il ponte sul Tevere con le dieci statue raffiguranti gli angeli della Passione, che portano gli oggetti simbolo della Passione di Cristo.

Il ponte Sant’Angelo risale al 134 d.C. quando per volere dell’imperatore Adriano, si collegò il suo mausoleo alla riva sinistra del Tevere. Rivestito di travertino presenta tre arcate. Nel 1935 il papa Clemente VII ha fatto collocare all’ingresso del ponte le statue dei Santi Pietro e Paolo, alle quali seguirono anche quelle dei quattro evangelisti e dei patriarchi Adamo, Noè, Abramo e Mosè.

Queste statue sono state successivamente rimosse dal papa Clemente IX, il quale ha fatto collocare al loro posto dieci statue raffiguranti gli angeli della Passione, che portano gli oggetti simbolo della Passione di Cristo. Il progetto è opera di Bernini, mentre le statue sono state scolpite da allievi del maestro. Delle statue precedenti sono rimaste solo quelle di Pietro e di Paolo.

La statua dell’Angelo con la colonna è stata scolpita da Antonio Raggi e arreca l’iscrizione Tronus meus in columna. L’Angelo con i flagelli è opera di Lazzaro Morelli, e porta la scritta In flagella paratus sum.

L’Angelo con la corona di spine è opera di Bernini e del figlio Paolo, ma la scultura originaria non fu mai collocata sul ponte ma è stata custodita nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, perché secondo il papa Clemente IX le sculture erano troppo belle per essere lasciate esposte alle intemperie. Sul ponte è stata posta una copia dello scultore Paolo Naldini, la scritta che arreca la statua è In aerumna mea dum configitur spina. L’Angelo con il sudario o Angelo con il Volto Santo è stata scolpita da Cosimo Fancelli, sotto la statua si può leggere la scritta Respice faciem Christi tui.

L’ Angelo con la veste e i dadi, anche questa statua è opera dello scultore Paolo Naldini, ed è accompagnata dalla scritta Super vestem meam miserunt sortem.
L’Angelo con i chiodi è opera dello scultore Girolamo Lucenti, la sua iscrizione è Aspiciant ad me quem confixerunt.

L’Angelo con la croce di Ercole Ferrata in cui è incisa la frase Cuius principatus super humerum eius. L’ Angelo con il cartiglio, anche questo scolpito da Bernini insieme al figlio Paolo. Sul ponte si trova una copia di Bernini stesso con l’aiuto dello scultore Giulio Cartari, mentre l’originale è custodito nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, per lo stesso motivo dell’Angelo con la corona. L’angelo arreca l’iscrizione Regnavit a ligno deus.

L’Angelo con la spugna è opera di Antonio Giorgetti, la sua scritta è Potaverunt me aceto. E l’Angelo con la lancia scolpito da Domenico Guidi, presenta l’iscrizione Vulnerasti cor meum.

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